L'EGO E LA LUCE

 

 

Espongo qui alcune righe sull'ego, raccolte nel tempo dall'esperienza personale non prima di dare un utile consiglio a tutti: una volta sciolto l'ego, scoprirete che tutti, ma proprio tutti sono maestri nel vostro cammino, ma l'unico e vero maestro siamo noi stessi. La domanda da fare dentro di noi è: fino a che punto posso sopportare il dolore che l'ego infligge? La fine del grado di sopportazione sarà anche il vostro "tempo" in cui incontrerete il vostro "maestro" interiore.

Dal punto di vista della "Luce", l'ego potrebbe essere il nostro miglior aleato nel cammino della trasformazione. La concentrazione sul momento presente è l'arma più potente che fa splendere la Luce di ciò che siamo realmente a livello codificato del nostro DNA. Ognuno ha i suoi codici "personali" e il proprio tempo della comprensione, codici che si attivano quando le nostre cellule vibrano alla frequenza giusta che le permette questa trasformazione. 

"Quando l'alievo è pronto il maestro appare", una frase che ha del vero a livello molto profondo, oltre le apparenze dal punto di vista duale dell'ego. Il "faro maestro" che può essere nascosto in ognuno di noi e presentarsi anche inconsapevolmente sotto forma di una semplice frase, ma che ha come ruolo di infrangere una barriera interiore dell'ego attraverso lo specchio stesso che esso diventa per noi. 

Cioè, la frase che ci potrebbe infastidire è questo raggio di luce, frase che può arrivare per dirci: "osservati" ovvero "specchiati ora". In questi momenti l'ego cerca di combattere e si pone una barriera di giudizio, diffidenza o varia da "sentire" a "sentire". L'impatto può essere doloroso, portare una sofferenza interiore che può durare ore, giorni o settimane...il "faro" arriva per purificare. 

Quando ci troviamo in frequenze basse, incontriamo spesso gli specchi che ci fanno vedere le nostre distorsioni e questo impatto disturba molto l'ego che vuole essere al comando. In quei momenti viene fuori la rabbia, il giudizio, il mettersi da una parte con anime che sono nella stessa vibrazione di giudizio oppure c'è l'apparenza del "desiderio" di essere da soli, modo di accettare se stessi e il proprio punto di vista...questo guidato dall'ego.

L'attenta osservazione di noi stessi in quel momento soprattutto, ci da l'opportunità di "vedere" in modo chiaro quella rabbia, quel giudizio. 

Il segreto qui sta nell'accettare la diversità di espressione e di pensiero di ogni essere che incontriamo. La compassione è il miele che fa scivolare le maschere dell'ego ed essa si attiva solo con l'osservazione. 

Nell'atto dell'osservare, noi "siamo", presenti a noi stessi e a ciò che arriva dall'esterno, si colgono i messaggi con chiarezza. 

L'ego è quell'essere in ombra al quale da fastidio la luce e la verità, quella verità interiore, diversa in ciascuno di noi e allo stesso tempo, acqua chiara della stessa sorgente. 

Ciò che ci unisce come Spirito Divino in Uno.

Luce e Ombra, la vita nella dualità, non deve essere un combattimento ma una comprensione di noi stessi, ed è questo un passo avanti che ci fa lasciare il mondo duale. Smettere di giudicare e vivere nell'empatia, nel vedere il prossimo, chiunque esso sia, quella parte di noi stessi, quel cordone della luce che crea la rete di nuovi esseri, permettendoci di vibrare insieme per un futuro migliore. 

 

Con amore Florentina

 

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